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Ansia e depressione da prestazione sportiva: il rilassamento muscolare progressivo in aiuto dello sportivo

Pubblicato da Dott.ssa Vitarisi Sharon in Psicologia dell sport · 12/5/2017 18:50:25

L’ansia come nemica degli atleti
La preparazione fisica non è la sola variabile a determinare il risultato, ma una grande parte di quest’ultimo è determinata dalla predisposizione mentale
dell’atleta e dalla sua preparazione a fronteggiare lo stress e l’ansia che si manifestano sia durante il duro allenamento, sia durante il traguardo finale che l’atleta dovrà affrontare.

Una lieve depressione o uno stato d’ansia non significa soltanto minor voglia di allenarsi, ma e’ indice di un profilo ormonale alterato che condiziona negativamente la composizione corporea e l’allenamento.

Le tecniche di rilassamento
Per poter entrare in contatto con la propria ansia e la tensione muscolare che procura si possono utilizzare delle tecniche di rilassamento specifiche che permettono una maggiore distensione percepita.

Il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson per gli atleti
Ciò che contraddistingue i soggetti affetti da disturbi d’ansia, in particolare le persone che sentono ansia da prestazione, è la presenza di tensione psico-fisica. Per gli atleti quello che può rivelarsi utile è l’impiego di una tecnica di rilassamento che implica da una parte il riconoscimento di uno stato di tensione e dall’altra la capacità di abbandonarsi alle proprie sensazioni fisiche in una condizione di benessere. Edmung Jacobson (1888-1983) è stato l’ideatore di un programma di rilassamento muscolare che si basa sul metodo dell’osservazione scientifica che risulta efficace in numerosi ambiti di intervento, come la fisiologia, la medicina e la psicologia clinica (Bertolotti, 2005).


Alcune malattie o sintomatologie come l’insonnia e la cefalea muscolo-tensiva possono essere provocate da uno stato di elevata tensione che viene protratta nel tempo (2005, p. 13). Secondo Jacobson (1938) il rilassamento può facilitare l’apprendimento di una
sensazione soggettiva nuova, spesso piacevole, di rilassamento dei muscoli e del corpo (2005, p.19) e portare, col tempo, all’apprendimento di strategie utili per contrastare gli stati di tensione.

Il rilassamento muscolare progressivo richiede una fase di apprendimento caratterizzata da sistematicità e costanza da parte dell’individuo (Jacobson, 1938). In prima seduta, il terapeuta dovrà incrementare la fiducia del paziente, sia verso se stesso sia nei confronti della tecnica, con la finalità di far acquisire la consapevolezza che i benefici saranno evidenti solo con il mantenimento regolare della pratica, eseguita non solo in seduta, ma anche a domicilio (Jacobson, 1938; Bertolotti, 2005).

L’obiettivo primario di questa tecnica è quello di portare il soggetto ad un livello di competenza tale da indurre la condizione di distensione/rilassamento sempre più rapidamente ed efficacemente sia nella pratica clinica che nella gestione dei fattori stressanti quotidiani (Bertolotti, 2005; Menotti, Piccinini, 2012). Il rilassamento generale, se sufficientemente avanzato, ha come caratteristica la riduzione del flesso di irritabilità (Bertolotti, 2005).

Nel manuale Il rilassamento progressivo in psicologia (2005), Bertolotti pone in evidenza le tre caratteristiche di progressività del metodo da
lui presentato:
– Il paziente rilascia un gruppo di muscoli, ad esempio il bicipite brachiale del braccio destro, sempre di più, sempre più intensamente, attimo dopo attimo.
– Il paziente impara progressivamente a rilassare i principali gruppi muscolari del suo corpo.
– Con ciascun nuovo gruppo egli attiva e rilascia queste parti seguendo le modalità apprese dai precedenti training e approfondisce l’esperienza.
– Praticando tutti i giorni il rilassamento, progredisce verso una modalità che include uno stile di vita più tranquillo e tende sempre di più a uno stato nel quale la quiete è quasi automaticamente mantenuta in quanto appresa (Bertolotti, 2005).




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